Una luce “intelligente”


| L’UOMO E LA LUCE |

Il ciclo solare, con l’alternarsi del giorno e della notte, nella sua eterna riproduzione, scandisce la vita dell’uomo e settorializza le sue attività.

Il ciclo solare non solo ha influenza sulle attività dell’uomo ma anche sulle distribuzioni spaziali in cui tali attività si svolgono.

La posizione solare decide l’orientamento degli edifici e costituisce un continuo conflitto tra completa ricezione della luce e la calibrata protezione dai suoi raggi.


| LA LUCE E L’EDIFICIO |

Quando la luce permea la massa di un edificio ne determina le volumetrie plastiche in un gioco di chiari e di scuri che rivelano le forme. L’edificio si può considerare come un trasformatore di intensità luminose tra l’ambiente raccolto dell’interno e quello aperto dell’esterno.

Renzo Piano | Museo per la collezione Menil | Huston (USA)

| Il Museo per la collezione Menil | viene concepito da Renzo Piano come una sorta di “solar machine”, in grado di catturare la luce solare dall’alto e di diffonderla in maniera zenitale al suo interno.  La struttura della copertura consiste in una serie di circa 300 foglie parallele di vetrocemento, le cui facce, concave e convesse, filtrano e riflettono luce diffusa ad intensità variabile, generando un ambiente interno mutevole, che cambia a seconda delle condizioni atmosferiche esterne. Una macchina solare, appunto, che da vita ad un’ambientazione interna mai eguale a se stessa. Nelle ore notturne, invece, le foglie servono da schermi diffusori, illuminati questa volta da faretti che alloggiano tra una foglia e l’altra.

L’edificio può trasformarsi in un insieme di diaframmi” che reagiscono aprendosi e chiudendosi a seconda delle differenti intensità luminose. In questo modo alla dinamicità della luce solare, che varia a seconda delle ore del giorno, viene associata una corrispondente variazione di luce che caratterizza gli ambienti interni all’edificio.

Jean Nouvel |Institute du Monde Arabe  IMA | Parigi
La faccciata dell’Institute du Monde Arabe a Parigi presenta un sistema di “diaframmi” che si aprono e si chiudono a seconda della Luce solare esterna

| L’Institute du Monde Arabe | è progettato da Jean Nouvel alla fine degli anni ottanta.  L’architetto per realizzare la facciata principale si ispira ai motivi ornamentali tipici dei musharabia (caratteristici paraventi in legno scolpito) che richiamano la tradizione araba. Sulla facciata in ferro e vetro inserisce dei diaframmi che si aprono e si chiudono in base alla luce, esattamente come quelli della macchina fotografica,  creando una suggestiva progressione di chiaroscuri che varia durante le ore del giorno.


| LA LUCE A SERVIZIO DELL’UOMO |

L’utilizzazione della luce per l’uomo sta diventando sempre più semplice ed intuitiva grazie alle nuove tecnologie e ad una sperimentazione che negli ultimi anni ha permesso di ottenere straordinari risultati.
La luce deve essere in grado di interagire con l’uomo in modo intelligente e multimodale, al punto da poter variare a seconda degli stati d’animo e delle esigenze funzionali del momento.

The Human Light | La luce interagisce con l’uomo ed interpreta i suoi bisogni psicofisici

I bisogni, i desideri, i sogni dell’uomo contemporaneo sono il centro focale della ricerca di Artemide, azienda fondata nel 1959 da Ernesto Girmondi,  oggi considerata leader nel settore dell’illuminazione con 23 società e 31 distributori in tutto il mondo esclusivi e centri di produzione in Italia, Germania , Francia e USA. Per soddisfare le molteplici esigenze dell’uomo moderno Artemide anticipa il futuro della luce e dà vita al progetto “The Human Light”, una luce legata al benessere psicofisico dell’uomo, responsabile nei confronti dell’ambiente: una luce “intelligente” capace di seguire le nostre attività quotidiane.

«Con The Human Light  non si vuole semplicemente illuminare lo spazio, bensì le diverse attività e i bisogni dell’uomo all’ interno di uno spazio».

«E’ facile fare apparecchi di illuminazione. Delle macchine da luce. Molto più difficile è far star bene l’uomo. Che non deve star bene solamente in casa, ma quando lavora in ufficio, quando si trova nelle condizioni più diverse, nell’arco di tutta la giornata». | Ernesto Gismondi |

E a Milano, in piazza Gae Aulenti, Gismondi ha donato il Solar Tree. Progettato da Ross Lovegrove per Artemide.

Ross Lovegrove | Solar Tree | Milano 

«E’ un albero tecnologico ricco di “frutti” ecologicamente intelligenti: bolle con led che si illuminano di notte grazie alla luce solare accumulata durante il giorno da pannelli fotovoltaici. Un “lampione” di ultimissima generazione, «che rappresenta i nostri valori, legati al rapporto tra uomo e luce. Al benessere dell’individuo e alla sua percezione degli spazi».  | Ernesto Gismondi fondatore di Artemide |

 

Solar Tree | è il testimone del manifesto del progetto Artemide a favore di una luce buona che alimenta la qualità di vita negli spazi urbani senza sottrarre risorse al pianeta.

Circa l’80%  di tutte le impressioni sensoriali è di natura ottica e necessita della luce come veicolo di informazioni.

Ciò dimostra la straordinaria importanza della luce per l’uomo.


 

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